Traffico fermo, tutto bloccato.
Un’auto in coda. Dentro, *una madre e un bambino di due mesi che non respira come dovrebbe. La chiamata alla Centrale Operativa dei Carabinieri* arriva così. Spezzata. Urgente.
L’operatore capisce e allerta il 118. *Ogni secondo conta.* Poi l’auto si ferma. La donna scende, è scossa, cerca aiuto. Poco più avanti c’è una *pattuglia di Carabinieri,* stanno controllando il traffico. Li vede e li raggiunge. Il bambino è in crisi respiratoria. La madre è nel panico. Non c’è tempo per spiegare, c’è tempo solo per agire. *Il neonato e la madre salgono sull’auto di servizio. Sirene accese. Corsa verso il Pronto Soccorso, già avvisato.*
Strade attraversate con un solo obiettivo: arrivare prima. In ospedale il piccolo viene subito preso in carico dai medici.
I Carabinieri si fermano lì. Il resto lo fa la sanità. *È salvo.* Non è una storia di eroismo.
È una storia di prontezza, lucidità, senso del dovere. È la *Difesa* che non fa rumore, ma *c’è.*
Quando serve.