«Senza Premio Nobel non mi sento obbligato a pensare alla pace». Così Donald Trump, in una lettera al premier norvegese Jonas Gahr Støre, giustifica la sua fissazione per la Groenlandia, territorio che rivendica come vitale per gli interessi americani. Parole che suonano come una ripicca infantile, ma che nascondono un piano spregiudicato: controllare l’isola artica per dominare rotte strategiche e risorse, a discapito di Danimarca e alleati europei.
Ricordiamo i fatti. Il Nobel per la Pace è assegnato dal Comitato norvegese, composto da membri eletti dallo Storting, il Parlamento di Oslo. Trump accusa la capitale scandinava di aver premiato Corina Machado, esponente dell’opposizione venezuelana, che a sua volta ha “restituito” il riconoscimento al tycoon nella speranza di un ruolo nella transizione post-Maduro. Ruolo che, pare, non arriverà.
L'editoriale del direttore Emilio Carelli è sul sito de L'Espresso
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